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Ho deciso di trascrivere su internet una
versione quasi completa del Comprendonio, il libro che ho pubblicato nel
1995.
Qui trovi subito il
link |
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Nel rileggere il volume, lavoro necessario
perché l'originale era scritto in "Wordstar", ed è stato tutto trasferito in
Word, ho potuto constatare come sia ancora attuale: l'ho trovato
un testo
non solo piacevole, ma anche ricco di spunti di riflessione.
Qui trovi subito
l'indice |
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| La versione è quasi completa in quanto il
dischetto da cui sono riuscito a recuperare il testo non è esattamente
l'ultimo, consegnato all'editore: mancano alcune pagine, ma la lettura è
ugualmente fluida e scorrevole. |
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| La pubblicazione è resa possibile dal fatto che,
ormai, i diritti d'autore concessi all'editrice sono scaduti, quindi sono
tornati a me. |
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| Il testo è leggibile in Word ma non è
modificabile, anche se un buon apprendista hacker potrebbe riuscirci. Per
questo mi rendo responsabile SOLO della copia presente su internet,
diffidando chiunque dal farmi dire cose diverse da quelle che ho scritto. |
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è consigliabile
scaricare e stampare, anche 2 pagine per foglio, in modo da leggere più
facilmente.
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IL COMPRENDONIO
perché è tanto difficile farsi capire dagli altri
Indice
1.1.
Presentazioni.
1.2.
L'autore: Alessandro Zucchelli
2.1.
Non sempre è colpa di chi non capisce.
2.2.
Non si può sapere se si ha capito.
2.3.
I limiti del linguaggio verbale...
2.3.1.
Il linguaggio verbale è fragile.
2.3.2.
Il linguaggio verbale è impreciso.
2.3.3.
Al linguaggio verbale non basta il vocabolario.
2.4.
...e quelli del linguaggio non verbale.
2.5.
Aumentando le parole aumenta solo la confusione.
2.6.
Comunicazione ed equilibrio personale.
3.1.
Introduzione alla comunicazione pedagogica.
3.2.
Non basta parlare.
3.3.
L'importanza di ciò che si aspetta.
3.4.
Gli effetti della comunicazione.
3.5.
Proposta per una definizione di comunicazione.
3.6
Come ci si difende dalla comunicazione.
4.1.
Quando prevale il sospetto di bugia.
4.2.
Il problema della pace.
4.3.
I significati dell'interruzione.
4.4.
Concretamente.
4.5.
Le discussioni.
5.1.
Il contenitore della comunicazione.
5.2.
Il concetto di contesto.
5.3.
Analisi del contesto.
5.3.1.
Gli obiettivi.
5.3.2.
I pregiudizi sull'interlocutore.
5.3.3.
Il vissuto di sé.
5.4.
La formula del contesto.
6.1.
Esempi storici.
6.2.
Esempi sociali.
6.3.
Un altro fenomeno di massa: la pubblicità.
6.3.1.
Il tentativo.
6.3.2.
La scelta.
7.1.
Quando la comunicazione si guasta.
7.2.
La malattia nella comunicazione.
7.3.
L'incomprensibilità.
7.4.
Le profezie.
8.1.
I problemi non sono ancora finiti
8.2.
Introduzione ai paradossi.
8.3.
Quando il paradosso è quasi una barzelletta.
8.4.
Ancora un po' di teoria.
8.5.
Le conseguenze del paradosso.
8.6.
Paradossi e famiglia lunga.
8.7.
Paradossi ed educazione sessuale.
8.8.
Paradossi, scuola e lavoro.
9.1.
Prima uscita: il pianto interrotto.
9.2.
Seconda uscita: la delega nella gestione della consapevolezza e l'ipnosi.
9.3.
Terza uscita: il ricorso al sintomo.
9.4.
Quarta uscita: la perdita dei contatti.
9.5.
Considerazioni intermedie.
9.5.1.
La reinducibilità.
9.5.2.
Riduzione del senso di realtà.
9.5.3.
Involontarietà.
9.6.
Quinta uscita: quella definitiva.
9.7.
Evitare il paradosso.
9.8.
Il paradosso come trattamento.
9.8.1.
Prima di Freud.
9.8.2.
La psicoanalisi.
9.8.3.
L'ipnosi di Erickson.
9.8.4.
La Scuola di Palo Alto e M. SELVINI PALAZZOLI.
9.8.5.
I Corsi di Formazione Personale.
9.8.6.
Prospettive.
10.1.
La psicologia può avvalersi anche della logica.
10.2.
La psicologia diventa più comprensibile.
10.3.
La comunicazione è un fenomeno complesso.
10.4.
E per finire...
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