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Riflessioni ricevute da Claudia

Gastone è un Direttore di un famoso ristorante di Parigi.

E' sempre di buon umore, e ha sempre qualcosa di positivo da dire, una buona parola per tutti. Quando gli si chiede «Come stai?», risponde, «se stessi meglio di così, allora saremmo in due, io ed il mio gemello!» Quando cambia lavoro, diversi camerieri e cuochi sono pronti a seguirlo da un ristorante all’altro, per il solo motivo che ammirano il suo atteggiamento. Quando un dipendente è un po’  giù, Gastone c’è sempre, per fargli vedere il lato positivo delle cose.

Un giorno l’ho incontrato e gli ho chiesto come facesse ad essere sempre così positivo, perché mi sembrava impossibile che lo fosse proprio ogni minuto. Mi rispose:

La mattina, quando mi sveglio mi dico: «oggi posso scegliere se essere di buon umore o di cattivo umore». Quindi scelgo di essere di buon umore. Se capita un episodio sgradevole, posso scegliere se esserne la vittima o di imparare una lezione. Quando qualcuno viene da me a lamentarsi, posso scegliere se ascoltare il suo lamento, oppure fargli vedere il lato positivo delle cose.

Gli dissi che non era poi così facile, ma lui rispose prontamente:

La vita è una scelta continua. Si sceglie il modo in cui reagire di fronte alle varie situazioni. Si sceglie in che modo ci si può fare influenzare o meno dagli altri. Si sceglie se essere di cattivo o di buon umore. Si sceglie in che modo uno vuol vivere la sua vita.

Dopo alcuni anni, ho saputo che aveva fatto quello che non bisogna mai fare in un ristorante. Aveva lasciato la porta sul retro aperta, e si era fatto sorprendere da tre ladri armati. Nervoso e tremante, non riuscì ad aprire la cassaforte, scatenando l’ira di uno dei tre ladri, che gli sparò.

Gastone fu trasportato immediatamente in ospedale, e dopo 18 ore di intervento e varie settimane di cure, lasciò l’ospedale con in corpo, ancora, le briciole della pallottola che non riuscirono ad estrargli.

Quando lo vidi dopo alcune settimane, gli chiesi come stava e mi rispose:

Se andasse meglio saremmo in due, il mio gemello ed io! Vuoi vedere le cicatrici?

Non le guardai ma gli chiesi cosa gli sia passato per la mente al momento del furto.

La prima cosa che mi è venuta in mente è che avrei dovuto chiudere la porta, e ne trassi esperienza. E poi, steso per terra dopo lo sparo, mi ricordai che potevo fare ancora una scelta, se di vivere o di morire. E scelsi di vivere...

Gli chiesi se aveva avuto paura. Mi rispose:

I volontari dell’ambulanza sono stati corretti. Non hanno smesso di dirmi che tutto era a posto. Entrando in sala operatoria, però, ho notato l’espressione dei medici, e ho avuto paura. Ho letto nei loro occhi che ero un uomo morto, e ho capito che dovevo agire velocemente.

«Cosa hai fatto?» gli chiesi.

C’era un'infermiera piuttosto robusta che mi tempestava di domande. Ad un certo punto, mi ha chiesto se fossi allergico ed eventualmente a cosa fossi allergico. Allora ho alzato la voce, ed ho detto un "sì" molto preoccupato. I medici si sono fermati per ascoltare quello che avevo da dire, io ho fatto un respiro profondo, e gli ho detto che ero allergico alle pallottole...

Quando ebbero finito di ridere, gli dissi che avevo scelto di vivere, e che avrebbero fatto meglio ad operarmi come uomo vivo piuttosto che come uno morto.

Gastone è sopravissuto grazie all’intervento dei medici, ma anche grazie alla sua vitalità. Ho imparato da lui che tutti i giorni dobbiamo fare delle scelte: o approfittare pienamente della vita, oppure viverla subendola ed annoiandoci. L’unica cosa che ci appartiene, e che nessuno può né controllare né toglierci, è il nostro atteggiamento.

Adesso puoi scegliere anche tu:

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