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Gastone è un Direttore di un
famoso ristorante di Parigi.
E' sempre di buon umore, e ha
sempre qualcosa di positivo da dire, una buona parola per tutti. Quando gli
si chiede «Come stai?», risponde, «se stessi meglio di così,
allora saremmo in due, io ed il mio gemello!» Quando cambia lavoro,
diversi camerieri e cuochi sono pronti a seguirlo da un ristorante
all’altro, per il solo motivo che ammirano il suo atteggiamento. Quando un
dipendente è un po’ giù, Gastone c’è sempre, per fargli vedere il lato
positivo delle cose.
Un giorno l’ho incontrato e gli
ho chiesto come facesse ad essere sempre così positivo, perché mi sembrava
impossibile che lo fosse proprio ogni minuto. Mi rispose:
La
mattina, quando mi sveglio mi dico: «oggi posso scegliere se essere di buon
umore o di cattivo umore». Quindi scelgo di essere di buon umore. Se capita
un episodio sgradevole, posso scegliere se esserne la vittima o di imparare
una lezione. Quando qualcuno viene da me a lamentarsi, posso scegliere se
ascoltare il suo lamento, oppure fargli vedere il lato positivo delle cose.
Gli dissi che non era poi così
facile, ma lui rispose prontamente:
La vita
è una scelta continua. Si sceglie il modo in cui reagire di fronte alle
varie situazioni. Si sceglie in che modo ci si può fare influenzare o meno
dagli altri. Si sceglie se essere di cattivo o di buon umore. Si sceglie in
che modo uno vuol vivere la sua vita.
Dopo alcuni anni, ho saputo che
aveva fatto quello che non bisogna mai fare in un ristorante. Aveva lasciato
la porta sul retro aperta, e si era fatto sorprendere da tre ladri armati.
Nervoso e tremante, non riuscì ad aprire la cassaforte, scatenando l’ira di
uno dei tre ladri, che gli sparò.
Gastone fu trasportato
immediatamente in ospedale, e dopo 18 ore di intervento e varie settimane di
cure, lasciò l’ospedale con in corpo, ancora, le briciole della pallottola
che non riuscirono ad estrargli.
Quando lo vidi dopo alcune
settimane, gli chiesi come stava e mi rispose:
Se
andasse meglio saremmo in due, il mio gemello ed io! Vuoi vedere le
cicatrici?
Non le guardai ma gli chiesi
cosa gli sia passato per la mente al momento del furto.
La prima
cosa che mi è venuta in mente è che avrei dovuto chiudere la porta, e ne
trassi esperienza. E poi, steso per terra dopo lo sparo, mi ricordai che
potevo fare ancora una scelta, se di vivere o di morire. E scelsi di
vivere...
Gli chiesi se aveva avuto
paura. Mi rispose:
I
volontari dell’ambulanza sono stati corretti. Non hanno smesso di dirmi che
tutto era a posto. Entrando in sala operatoria, però, ho notato
l’espressione dei medici, e ho avuto paura. Ho letto nei loro occhi che ero
un uomo morto, e ho capito che dovevo agire velocemente.
«Cosa hai fatto?» gli
chiesi.
C’era
un'infermiera piuttosto robusta che mi tempestava di domande. Ad un certo
punto, mi ha chiesto se fossi allergico ed eventualmente a cosa fossi
allergico. Allora ho alzato la voce, ed ho detto un "sì" molto preoccupato.
I medici si sono fermati per ascoltare quello che avevo da dire, io ho fatto
un respiro profondo, e gli ho detto che ero allergico alle pallottole...
Quando
ebbero finito di ridere, gli dissi che avevo scelto di vivere, e che
avrebbero fatto meglio ad operarmi come uomo vivo piuttosto che come uno
morto.
Gastone è sopravissuto grazie
all’intervento dei medici, ma anche grazie alla sua vitalità. Ho imparato da
lui che tutti i giorni dobbiamo fare delle scelte: o approfittare pienamente
della vita, oppure viverla subendola ed annoiandoci. L’unica cosa che ci
appartiene, e che nessuno può né controllare né toglierci, è il nostro
atteggiamento.
Adesso puoi scegliere anche tu:
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anche alle persone che ti sono care… |